Il Nome Sharon
La nostra chiesa prende il nome da Sharon, una delle pianure più grandi della Terra Santa. Luogo di grande bellezza, era noto già ai tempi della Bibbia per i suoi ricchi pascoli e i suoi fiori.
Il nome Sharon (in ebraico: Šārôn) significa “diritto, retto e benedetto”. Ricco di simbolismo spirituale, viene impiegato nelle Scritture per rappresentare bellezza, pace, gioia, abbondanza e benedizione divina.



Le Benedizioni di Sharon
La fertilità della regione è una metafora nella Bibbia dell’abbondanza e della prosperità spirituale del popolo di Dio. In Isaia 35:2, la trasformazione della pianura di Sharon in un luogo di gioia e splendore simboleggia la restaurazione e il rinnovamento che accompagnano la presenza di Dio.
La visione della nostra chiesa è seguire le orme del Signore Gesù. Aspiriamo a riflettere il senso del nome Sharon, che ci invita a crescere nel Signore e a camminare con Lui nella giustizia, nella pace e nella gioia.
Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà di fiori, festeggerà con gioia e canti d’esultanza; le sarà data la gloria del Libano, la magnificenza del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.
Isaia 35:1-2
Una nota sulla Rosa di Sharon
Sebbene il nome “Rosa di Sharon” sia spesso attribuito a Gesù, il termine è menzionato nella Bibbia solo nel Cantico dei Cantici (2:1), dove la sposa di Re Salomone lo usa per descrivere se stessa.
La rosa di Sharon, che probabilmente era un croco o un fiore di zafferano, era nota per la sua fragranza e le sue proprietà antidolorifiche. Forse e per questo motivo che viene associata a Gesù, il nostro Grande Medico, venuto per guarire i malati e, soprattutto, per liberarci dalla piaga peccato.

Tre cose che impariamo da ‘Sharon’
Scegliere la via stretta e angusta.
Sharon significa “diritto e piano”. Questo ci insegna a condurre una vita giusta e retta davanti a Dio (Salmo 119:1).
Ci esorta a vivere in armonia.
Sharon è descritta come un luogo piacevole, pacifico e benedetto. Questo sottolinea l’importanza di creare un ambiente in cui tutti si sentano amati e benvenuti (Sallmo 133:1).
Cercare e adorare il Signore.
Fu lo stesso Dio a trasformare Sharon in un deserto e poi a rivestirlo di fiori graziosi (Isaia 35). Dalla rosa del Cantico dei Cantici ai pascoli di cui parla Isaia, Sharon invita all’adorazione del Re Pastore che ristora sia le anime che i paesaggi.
Se cerchiamo il Signore, saremo benedetti dalla sua presenza e dalla pace e dalla gioia che essa porta.

“Conosciamo il Signore, sforziamoci di conoscerlo! La sua venuta è certa, come quella dell’aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra.”
Osea 6:3
